24h Le Mans, appunti dopo la gara (prima parte)

Domenica scorsa si è conclusa la novantesima edizione della 24h di Le Mans. Toyota ha confermato la superiorità del proprio pacchetto tecnico andando a conquistare la classica francese per la quinta volta consecutiva. Quali sono le principali indicazioni che la classica francese ci ha lasciato per quanto riguarda i prototipi?

Hypercar – Dominio Toyota in attesa del crocevia 2023

Prima che gli effetti concreti della piattaforma LMDH possano vedere la luce, la classe regina ha potuto contare anche quest’anno su ‘solamente’ cinque prototipi: le due Toyota, le due Glickenhaus ed una sola Alpine. Una delle critiche che è sempre stata mossa al recente FIA World Endurance Championship è la poca battaglia nella classe regina. Per certi aspetti, quest’anno è stato un po’ diverso.

Toyota si è presentata ai nastri di partenza come la favorita, ma con qualche incognita aggiuntiva derivante da alcuni problemi tecnici che la casa nipponica ha dovuto affrontare nel corso di questa prima parte di stagione. Durante la stessa corsa la Toyota GR010 Hybrid #7 ha accusato un’importante noia meccanica alla parte ibrida che l’ha di fatto esclusa dalla lotta per la vittoria, una situazione che ha dimostrando che Toyota non ha raggiunto la ‘completa affidabilità’.

Glickenhaus ed Alpine avrebbero potuto quindi rubare la scena, una situazione che non si à avverata. La compagine guidata da James Glickenhaus ha dimostrato una notevole crescita rispetto alla 24h di Le Mans della scorsa stagione, evento dove si presentava da debuttante. Grazie a due equipaggi molto esperti e ad una vettura che sembra acquisire sempre più competitività, le due 007 LMH hanno mostrato delle ottime prestazioni. Le rotture accusate nella prima parte di gara hanno condizionato notevolmente il risultato che, allo stesso tempo, mostra lo step aggiuntivo raggiunto rispetto allo scorso anno.

La grande delusione di questa edizione è senza ombra di dubbio stata la Alpine A480 #36 di Nicolas Lapierre, André Negrão e Matthieu Vaxivière. Il prototipo francese non si è mai dimostrato realmente competitivo nel corso delle 24h, indipendentemente dai gravi problemi tecnici accusati. Sicuramente un passo indietro, sia in termini di velocità pura che di affidabilità. Le gare ‘sprint’ che vivremo da qui al termine dell’anno sono sicuramente favorevoli alla compagine francese che, lo ricordiamo, si è imposta quest’anno in quel di Sebring in occasione della prima tappa dell’anno.

Cosa aspettarsi dal prossimo anno? Sicuramente l’arrivo di costruttori importanti contribuirà a rendere la 91ma edizione della classica francese ancora più emozionante, ma non solo. Non bisogna sottovalutare il percorso di crescita di Glickenhaus che potrebbe ricucire ulteriormente il divario da Toyota. L’affidabilità è destinata ad essere una variabile, per molti progetti sarà infatti la prima 24h visto che non tutti correranno la Rolex 24 del prossimo gennaio.

LMP2 – Competitività che ha rispettato le attese, ma con un futuro incerto

Come accade molte volte in LMP2, leggere la classifica finale a freddo non rispecchia davvero ciò che si è osservato in pista. Jota Sport è stata la vera protagonista di questa edizione, con una vittoria mai messa in discussione fin dalle prime ore della corsa. Un fatto che succede raramente in una qualsiasi gara di LMP2.

Ciò che non dice la classifica è la grande lotta dalla seconda posizione in giù. Le battaglie non sono mai mancate nel corso delle 24h, partendo dai primissimi istanti di gara dove l’Oreca 07 Gibson #22 di United Autosports è finita nella ghiaia dopo soli 200 metri e continuando con le lotte nelle ultimissime tornate. Andando oltre alle squadre team che hanno confermato la propria competitività ed a quelle che, invece, hanno faticato ulteriormente, c’è un aspetto non di poco conto da tenere in considerazione.

Quale sarà il futuro della LMP2? Da una parte, a partire dal prossimo anno arriveranno sempre più costruttori nella categoria LMH, frutto del nuovo regolamento tecnico. Dall’altra, invece, nel 2024 sarà introdotta la nuova classe GT con le cosiddette “GT3 Premium” (il nome è ancora da definire). Con un numero di entries non certo illimitato e con i costruttori che stanno mostrando un forte interesse a competere a Le Mans in una o entrambe le categorie, cosa succederà alle LMP2?

Il tempo ci risponderà a questa questione nella speranza di non vedere una nuova limitazione alle mitiche LMP2 che dal 2025 lasceranno spazio ad una nuova generazione di prototipi che per ora ha fornito pochi dettagli ad eccezione dei costruttori interessati per la fornitura dei telai (Multimatic/Oreca/Ligier/Dallara).

Luca Luppino

Foto. FIA WEC Twitter, 24h Le Mans Twitter


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