WEC, 6h Monza: Alpine #36 svetta su Toyota. Corvette torna al vertice in GTE PRO

Nicolas Lapierre/ Matthieu Vaxivière/André Negrão (Alpine #36) hanno vinto l’edizione 2022 della 6h di Monza, quarto appuntamento del FIA World Endurance Championship. I transalpini svettano nella lotta contro Toyota, mentre Tommy Milner/Nick Tandy (Corvette Racing #64) primeggiano in GTE PRO al termine di un finale incredibile. Festa anche per Christian Ried/Harry Tincknell/Seb Priaulx (Dempsey-Proton Racing #77/Porsche) e per Rui Andrade/Ferdinand Habsburg/Norman Nato (Realteam by WRT #41), rispettivamente in GTE Am ed LMP2.

Il recap delle ultime 3h

La ripartenza della SC per l’incidente dell’Aston Martin #33 di TF Sport ha cambiato le carte in tavola. Glikenhaus Racing #708, dopo aver scontato una sanzione per un’infrazione in FCY, ha dovuto abbandonare la corsa per un danno al turbo. Oliver Pla ha salutato la corsa, Toyota ha preso il largo con Mike Conway.

Il britannico è stato abile a liberarsi dell’Alpine #36 di Nico Lapierre, semplicemente perfetto nel difendersi da Brandon Hartley. Il #8 di Toyota ha strappato a fatica il secondo posto di classe, una missione non scontata tra le prime due chicane del tempio della velocità.

La quinta sosta, avvenuta a 2h e 20 dalla conclusione, ha cambiato le sorti della graduatoria. Alpine ha deciso infatti di non cambiare le gomme, una strategia differente rispetto alle due Toyota. I giapponesi si sono arresi ai francesi e si sono rimessi all’inseguimento come accaduto nel cuore della corsa.

La sesta sosta in pit lane ha permesso a Toyota di rispondere ad Alpine. Le due auto giapponesi si sono riportate avanti con Kobayashi #7 davanti a Ryo Hirakawa #8. Terza piazza per Mathieu Vaxiviere che in tutti i modi tentava di impensierire i due rivali, una missione in parte riuscita.

I giri successivi sono stati semplicemente incredibili per il pilota dell’Alpine #36 che dopo essersi liberato da Hirakawa ha iniziato a mettere pressione al leader della corsa. La situazione è precipitata sul lungo rettilineo che porta alla prima variante, la Toyota #7 ha avuto la peggio rischiando di finire contor le barriere.

La direzione gara ha condannato la Toyota #7 con 90 secondi di Stop and Go. Alpine non ha avuto ripercussioni dal contatto, l’ultima sosta ha confermato i francesi in vetta con un piccolo margine con tre secondi di margine su Hirakawa.

La graduatoria non è più cambiata, Alpine ha potuto festeggiare la seconda gioia dell’anno nella classe regina allungando nel Mondiale con Nicolas Lapierre/ Matthieu Vaxivière/André Negrão (Alpine #36). Seconda piazza per Toyota di Sébastien Buemi/Rio Hirakawa/Brendon Hartley #8, terza pere Kamui Kobayashi/Mike Conway/José Maria Lopez #7. 

LMP2

La ripartenza ha regalato una battaglia incredibile per il primo posto con Filipe Albuquerque (United #22) al comando davanti a Jonathan Aberdein (JOTA #38) e Sebastien Bourdais (Vector Sport #10). Quarta piazza per Inter Europol #34, quinta per PREMA Racing #9.

La favola di United si è spenta poco dopo, un problema ha visto uscire di scena Phil Hanson. La squadra americana è stata costretta ad arrendersi, una situazione che ha avvantaggiato JOTA che si è ritrovata in vetta con Aberdein davanti ad Esteban Gutierrez (Inter Europol #43) e Paul-Loup Chatin (Richard Mille Racing #1).

Quest’ultimo, sostituto di Sébastien Ogier a bordo dell’Oreca 07 Gibson del team francese, ha dovuto arrendersi a 2h dalla conclusione in seguito ad un contatto in curva 1 con Robert Kubica. Il placco di PREMA Racing #9 ha commesso un errore nella prima piega della pista monzese spingendo in testacoda il transalpino.

La sfida per il primato è entrata nel vivo, la sesta sosta ha permesso ad Inter Europol #34 di prendere la leadership con Esteban Gutierrez davanti a John Edwards con l’Oreca 07 Gibson #28 di Edward Jones.

La penultima sosta, avvenuta in regime di bandiera gialla (FCY), ha permesso alla squadra polacca di perdere la prima posizione. Alex Brundle (Inter Europol Competition) si è messo all’inseguimento di William Steven (JOTA #38). Rimonta incredibile da parte della compagine britannica che dall’ultimo posto del via si è ritrovata al top della graduatoria generale.

Aberdein ha concluso la propria corsa contro le barriere della seconda curva di Lesmo, mentre Stevens tentava di restare al top su Brundle e Nico Mueller (Vector Sport #10).

La nona ed ultima sosta della prova ha cambiato nuovamente la graduatoria, WRT #41 ha conquistato il primato con Ferdinand Habsburg che negli ultimi giri è stato semplicemente perfetto ad evitare ogni possibile ritorno da parte dei rivali che si sono dovuti accontentare dei restanti gradini del podio.

Prima affermazione dell’anno per Rui Andrade/Ferdinand Habsburg/Norman Nato (Realteam by WRT #41), al top davanti a Roberto Gonzalez/Antonio Felix da Costa/William Stevens (JOTA #38) e Nico Müller/Ryan Cullen/Sebastien Bourdais (Vector Sport #10).

GTE PRO

In occasione della SC, scattata a metà gara per rimuovere l’Aston Martin #33 di TF Sport, la prova è ripartita con Porsche al comando delle operazioni. Strategia differente per Fred Mako, al top davanti a James Calado (AF Corse #51) ed a Miguel Molina (AF Corse #52). Le Rosse sono tornate in vetta nei minuti seguenti con Calado e Molina avanti a Michael Christensen (Porsche #92).

Il momento che non ti aspetti è arrivato a 1h e 33 con uno stop and go per la Ferrari #51 per un’infrazione durante il pit stop. Alessandro Pier Guidi ha dovuto cedere ad Antonio Fuoco che nel finale dovrà difendersi da ogni ipotetico attacco di Tandy.

La Chevy #64 ha iniziato ad impensierire la testa della corsa recuperando dei preziosi decimi ai danni di Fuoco, mentre Pier Guidi tentava di superare Kevin Estre #92 per il terzo posto in GTE PRO contro Gimmi Bruni #51.

La lotta ha portato ad una sanzione da parte del transalpino, una fase che ha preceduto un finale oltremodo avvincente che ha tradito le Ferrari. Le due Rosse sono state costrette a fermarsi per un nuovo rabbocco di carburante, una sosta che Chevy non ha dovuto effettuare.

Tommy Milner/Nick Tandy riportano Corvette sul gradino più alto del podio, non accadeva dalla 24h Le Mans del 2015. Bellissima affermazione, la prima dell’anno per gli americani davanti a  Antonio Fuoco/Miguel Molina #52 e di Alessandro Pier Guidi/James Calado #51.

GTE-Am

Rahel Frey ha continuato quanto realizzato dalle proprie compagne all’esposizione della bandiera verde. Ottimo passo da parte dell’alfiere delle Iron Dames #85, al top davanti a Seb Priaulx (Proton Competitionj/Porsche #77) ed a Mikkel O.Pedersen (Project 1 #46/Porsche).

La compagine tedesca, con una strategia diversa, ha provato a mettere pressione alle ragazze di Iron Lynx,, sempre al comando delle operazioni con cinque secondi sulla Porsche #77 di Harry Tincknell ed undici sulla 488 GTE #21 di Spirit of Race affidata a Gabry Aubry.

Il passare dei minuti e le varie vicende in pista hanno cambiato le sorti della graduatoria. La Rossa #85 di Iron Lynx ha mancato la finestra per fermarsi in regime di FCY, una situazione che ha permesso alla Porsche di Proton Competition di chiudere in bellezza la corsa.

Christian Ried/Harry Tincknell/Seb Priaulx (Dempsey-Proton Racing #77/Porsche) colgono la seconda affermazione stagionale dopo Spa-Francorchamps, un bellissimo successo con margine su Rahel Frey/Sarah Bovy/Michelle Gatting (Iron Dames #85/Ferrari) e Matteo Cairoli/Mikkel O.Pedersen /Nicolas Leutwiler (Project 1 #46/Porsche). Primo podio stagionale per entrambi gli equipaggi citati, nettamente staccati dalla 911 RSR-19 #77 di Proton Competition.

Prossima tappa al Fuji in autunno.

Luca Pellegrini

Foto. Piero Lonardo


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